Padri e professionisti: le difficoltà di conciliare famiglia e lavoro

Padri e professionisti: le difficoltà di conciliare famiglia e lavoro

Forse se ne parla poco, ma quanto è difficile essere padri e professionisti oggi per gli uomini? Il senso di responsabilità, le aspettative della società, la pressione lavorativa e la mancanza di politiche di supporto.

Questi elementi potrebbero descrivere a grandi linee la situazione attuale per un uomo che vorrebbe, da un lato, fare carriera e, dall’altro, essere un padre presente. Approfondiamo insieme la tematica!

H2_ Padri e professionisti: i dati in Italia

Secondo alcune indagini, circa il 30% degli uomini – padri e professionisti – ammette di aver ridotto il tempo da dedicare alla famiglia per motivi lavorativi. A questo si aggiunge il timore di molti padri di essere penalizzati professionalmente, se dovessero chiedere permessi o riduzioni dell’orario di lavoro per motivi familiari.

Vediamo più nel dettaglio i numeri in Italia:

  • Tempo limitato con i figli: circa il 40% dei padri italiani dichiara di sentirsi frustrato per il poco tempo che riesce a trascorrere con i propri figli, secondo un’indagine dell’ISTAT
  • Stress e burnout: un sondaggio condotto da una nota associazione di psicologi ha rilevato che il 35% degli uomini si sente sopraffatto dallo stress legato alla gestione delle responsabilità lavorative e familiari
  • Difficoltà nel chiedere permessi: il 50% degli uomini teme di essere giudicato dai colleghi o di subire ripercussioni sul lavoro se dovessero chiedere permessi per motivi familiari
  • Congedo parentale: circa il 70% dei padri intervistati in un sondaggio sulla paternità ha espresso il desiderio di avere più tempo di congedo parentale retribuito
  • Flessibilità lavorativa: il 60% degli uomini vorrebbe avere la possibilità di lavorare da casa o di avere orari flessibili per bilanciare meglio le responsabilità familiari
  • Supporto aziendale: il 65% degli uomini ha dichiarato che sarebbe più motivato a prendere un congedo per paternità se l’azienda offrisse programmi di supporto specifici per genitori

Percentuali che fanno emergere un quadro tutt’altro che felice per gli uomini che desiderano essere ottimi padri e professionisti, evidenziando le difficoltà che incontrano e che non permettono loro di essere al 100% sia l’uno sia l’altro, dovendo per forza sacrificare un aspetto.

Non solo!

Un’indagine dell’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia ha mostrato che il 55% degli uomini ritiene che la società non valorizzi adeguatamente il ruolo del padre nella crescita dei figli e il 45% degli uomini sente che ci sia uno stigma sociale associato alla richiesta di permessi per motivi familiari, il che li dissuaderebbe dal prendersi del tempo per la paternità.

Padri e professionisti: quali sono le difficoltà?

Le difficoltà per un uomo di conciliare la paternità con il lavoro sono molteplici e possono variare a seconda del contesto sociale, culturale e lavorativo.

Ecco alcune delle principali sfide:

  • Pressione professionale: gli uomini spesso avvertono la pressione di dover dimostrare il proprio impegno sul lavoro, il che può portare a lunghe ore e a un carico di lavoro eccessivo
  • Aspettative sociali: esistono impressioni culturali secondo cui gli uomini siano i principali sostentatori economici della famiglia, rendendo perciò difficile per loro chiedere permessi o riduzioni di orario per motivi familiari
  • Mancanza di politiche di supporto: in molte aziende, le politiche di congedo parentale sono più favorevoli alle madri, lasciando i padri con meno opportunità di partecipare attivamente alla vita familiare durante i primi anni di vita dei figli
  • Carenza di tempo: gli uomini possono trovare difficile gestire il tempo tra le responsabilità lavorative e familiari, portando alla sensazione di non riuscire a soddisfare adeguatamente né le esigenze professionali né quelle familiari
  • Senso di colpa: sacrificare il tempo con i figli per via del lavoro può generare sentimenti di colpa nei padri, che possono sentirsi inadeguati o preoccupati di non essere presenti nella vita dei propri bambini
  • Stigma sociale: alcuni uomini potrebbero temere di essere giudicati dai colleghi o dalla società, se decidono di prendere un congedo per paternità o se cercano di ridurre il carico di lavoro per dedicarsi alla famiglia
  • Rischi per la salute mentale: la difficoltà nel bilanciare lavoro e paternità può portare a stress, ansia e burn-out, influendo negativamente sul benessere psicologico

Queste sfide richiedono sicuramente un cambiamento culturale e organizzato da parte della società e delle aziende, che possa migliorare concretamente la situazione dei padri e professionisti in Italia, promuovendo una vera conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare.

Padri e professionisti: cosa serve per vivere bene famiglia e lavoro

Si potrebbe davvero fare qualcosa per migliorare la conciliazione tra paternità e lavoro sia a livello aziendale sia governativo per garantire condizioni ottimali agli uomini. .

Ecco come, prendendo spunto dalle attese e speranze più diffuse negli uomini:

  • Congedo parentale equo e maggiore flessibilità: estendere il congedo parentale retribuito per i padri, garantendo che abbiano l’opportunità di partecipare attivamente alla vita dei propri figli nei primi anni e, perché no, promuovere orari di lavoro flessibili e opzioni in remoto per consentire loro di gestire meglio le responsabilità familiari senza compromettere la carriera
  • Incentivi per le aziende: offrire incentivi fiscali o finanziamenti alle aziende che implementano politiche favorevoli alla famiglia, come creazione di asili nido aziendali o programmi di supporto per i genitori
  • Cultura aziendale inclusiva: promuovere una cultura aziendale che valorizzi la paternità attiva, incoraggiando i dipendenti a prendere congedi e a partecipare a eventi familiari senza stigma
  • Formazione e sensibilizzazione: offrire corsi di formazione per i manager e i dipendenti sull’importanza della conciliazione lavoro-famiglia, per sensibilizzare tutti sui benefici di un ambiente di lavoro equilibrato
  • Supporto psicologico: creare programmi di supporto psicologico per i genitori che affrontano stress e ansia legati alla paternità e al lavoro, per migliorarne il benessere mentale
  • Riconoscimento dei ruoli di genere: promuovere campagne di sensibilizzazione per ridurre gli stereotipi di genere e incoraggiare la condivisione delle responsabilità familiari tra entrambi i genitori

Insomma, c’è ancora tanto (forse troppo, per certi versi) da fare per garantire agli uomini e alle donne di essere padri e madri senza dover rinunciare al sogno professionale.

Famiglia e lavoro non dovrebbero mai camminare su binari opposti, ma andare insieme verso un’unica meta: il benessere e la felicità di tutti, genitori e figli.

Condividi Questo Articolo!